Sant' Alessio con Vialone
Pro Loco
Un po di storia nel territorio
Di fronte alla mole del castello sorge la chiesa parocchiale di Sant'Alessio. La facciata risalente al 1690 da quanto si ricava dalla data iscritta sul marmo del pronato, risulta, come la torre campanaria, compiuta, mentre il resto dell'edificio non ha ricevuto all'esterno il rivestimento delle superfici murarie ed è stato lasciato con mattoni a vista. Sul sagrato si erge un basamento su cui è posta una statua raffigurante l' Immaccolata Concezione. La facciata suggerisce in parte la suddivisione interna, ma maschera l'effettività irregolare della distribuzione dello spazio.
L'interno è infatti a navata unica con cappelle laterali aperte lungo i fianchi. Sul fianco sinistro si aprono tre ampi vani, in quella minuscola contiene il fonte battesimale. I vani grandi ospitano l'altare del Sacro Cuore, il confessionale e l'altare della Madonna del Carmine.
Sul fianco destro invece si apre una sola cappella, dedicata a Sant'Alessio. Le due cappelle che dovrebbero fronteggiare quelle di sinistra più prossime all'area presbiteriale sono ad arcate cieche.
Gli arredi della chiesa che presentano maggiore interesse artistico sono la statua seicentesca di Sant'Alessio. La statua in legno raffigura il santo in abiti piuttosto ricco una veste verde decorata a motivi a losanga. Egli reca i simboli propri del pellegrinaggio, bastone e bisaccia, e tiene nella mano destra il crocifisso.
Il coro Ligneo risale all' ultimo quarto del XVII secolo. Nel choro vi sono due sedili di noce. Il sedile del parroco ha un inginocchiatoio davanti con l'appoggio tutto lavorato in noce.
Territorio
Alla metà del Seicento sono ascrivibili interventi nuovi, in particolare alla torre centrale, che viene ingentilita con motivi decorativi a fresco nella volta del piano terra, datati appunto 1662. La campagna pittorica è anticipata da un intervento costruttivo: un ponte di raccordo tra cortina di sinistra e torre è nella muratura e risale al 1651.
Con la fine della dinastia dei Beccaria e i passaggi di proprietà che, per vie matrimoniale, portarono in castello altre stirpi nobiliari, nell' Ottocento i locali furono utilizzati anche per fini poco ortodossi, quali stalla, granaio, ovile e magazzino in seguito il castello fu sede municipale e di scuole.
Il Castello
La Chiesa
La Cascina Vialone
Dopo una fase di dismissione, l'edificio rischiò la distruzione prima di venire acquistato dalla Famiglia Salamon, negli anni Settanta. Da allora, grazie all'attenzione degli acquirenti, fu condotta opera di attento recupero e restauro. Tra le operazioni volte al ripristino della memoria storica e architettonica del castello vi è stata la riapertura del fossato interrato, che conferisce un effetto gradevole all' edificio. L'ampio terreno alle spalle del castello è sede dell' Oasi di Sant'Alessio, nata per la reintroduzione di animali selvatici in un contesto naturale e di riconosciuta importanza nazionale. Chi giunge al castello spesso può ricevere il primo saluto dalle cicogne libere che nidificano sulla torre e sul campanile della chiesa.
Il castello di proprietà della famiglia Beccaria, in base a un'osservazione stilistica della tipologia architettonica esso può essere datato al tardo XV secolo, benchè la sua conformazione, con una massiccia torre posta al centro della corte interna, nella sua singolarità, rende difficile l'interpretazione del manufatto e la determinazione della sue esatta cronologia.
Vialone frazione di Sant' Alessio potrebbe avere una storia ancora più antica. I ceti nobiliari, e tra questi anche i de' Giorgi, furono spesso interessati alla proprietà fondiaria e allo sfruttamento agricolo, che attuarono tramite massari e salariati. A investimenti mirati nei latifondi corrispondevano rendite proporzionate, fonti di ricchezza per le casate. Le possessiones medioevali furono trasformate, dunque, in proficue aziende agricole: i signori, conncessionari di appezzamenti, investivano in migliorie e affidavano a massari la conduzione del fondo.
Nel 1554, Vialone venne venduta dai de' Giorgi al conte Giovanni Battista Busca, nel 1642 la proprietà venne venduta a Francesco Bellisomi. I Bellisomi rimasero unici proprietari di Vialone fino al 1820. A quella data la cascina passò per vendita a Francesco Marozzi. L'ultimo erede della famiglia cedette, con lascito testamentario, tutta la proprietà alla Santa Sede nel 1970. Dal 1973 la cascina è proprietà della famiglia Panigati.
La cascina nella sua formazione si presenta secondo uno schema a corte chiusa: essa è costiyuita cioè da fabricati disposti in maniera ortogonale intorno ad un cortile.
Gli attuali propretari hanno concentrato le loro forze sull'allevamento bovino suino, ma la cascina rimane nota in tutta Italia e all'estero in quanto pruduttrice di un tipo particolare di riso, il riso Vialone, scoperto a fine Ottocento. La qualità fu costituita in seguito all' isolamento di una pianta trovata in coltivazione della varietà "ranghino": un lavorante alle dipendenze dei fratelli Devecchi, scoprì prima della levatura delle piantine per il trapianto, tre spighe diverse dalle altre per colore e altezza. L'attenzione prestata alle spighe consentì di mettere a dimora trecentociquanta granuli nell'anno seguente. I raccolti si intensificarono e produssero con successo la nuova qualità di riso, diffusa a partire dal 1904.